Le obbligazioni societarie in Italia

In Italia il mercato delle obbligazioni societarie è di fatto fermo al Medioevo. Almeno rispetto alle altre economie sviluppate. Se poi prendiamo il paragone con gli USA, la situazione diventa quasi imbarazzante.

Infatti, in Italia le uniche società che emettono obbligazioni sono le banche. Oppure società para-statali. In USA, ad esempio, sono invece moltissime le aziende industriali e di altri settori che emettono obbligazioni per finanziarsi.

Come mai questo ritardo?

Innanzitutto, l’Italia paga ancora l’ingerenza del pubblico del passato. Le enormi aziende pubbliche del passato che di fatto si finanziavano con titoli di stato, sono ancora per metà pubbliche.

Inoltre e soprattutto, la struttura economica italiana è costituita principalmente da piccole e medie imprese. Che trovano molto più comodo rivolgersi all’indebitamento bancario che non al mercato obbligazionario.

E’ un peccato, perché di fatto una grande risorsa per l’accesso al credito continua a non essere sfruttata.

Le obbligazioni zero-coupon

Le obbligazioni zero-coupon, sia governative che aziendali, rappresentano una tipologia di obbligazioni molto particolare. Infatti sono obbligazioni che non hanno cedola. Quindi non corrispondono alcun interesse durante la vita dell’investimento?

Cosa significa tutto questo?

Innanzitutto, significa che il rendimento dell’investitore sarà incorporato nel prezzo. Ovvero, il prezzo di emissione sarà inferiore al prezzo di rimborso. E la differenza tra questi 2 prezzi sarà il guadagno dell’investitore.

Tuttavia, le obbligazioni zero-coupon sono quelle più adatte di tutte alla speculazione. Come mai? Perché non avendo alcun tasso di interesse, sono quelle che più di tutti fluttuano nel tempo se i tassi di interessi sono modificati.

Per esempio, se si acquista un’obbligazione zero-coupon in un momento in cui i tassi sono al massimo, allora si avranno cospicui profitti sul prezzo nel corso degli anni nel caso in futuro i tassi venissero abbassati.